Scheda produttore: Possa Torna indietro

(a cura della Redazione Top Italian Wine)

Quando si sente parlare di «viticoltura eroica», cioè realizzata in condizioni estreme di altitudine o di pendenza, chi non è del mestiere spesso sorride ritenendo l'aggettivo «eroica» eccessivo. Guardando i vigneti delle Cinque Terra cambierebbe idea.
Gli stretti terrazzamenti sostenuti dai muretti a secco che degradano vertiginosamente verso il mare e consentono di sfruttare alla coltivazione ogni metro di terra sono insieme un'opera d'arte e di ingegneria. Qui, in questo pezzo di Liguria, Samuele Heydi Bonanini veniva fin da bambino insieme ai suoi genitori e qui ha conosciuto le persone che tenevano in vita questa valle, la Possaitara, curando i terrazzamenti, ripristinando i muretti, per il solo gusto di coltivare qualche vite e qualche pianta di agrumi. E negli anni Bonanini ha visto anche la Possaitara essere progressivamente abbandonata il che, da queste parti, vuol dire sostanzialmente scivolare verso il mare.
Dalla fine degli anni ‘90 Bonanini ha deciso di fermare questo degrado: ha cominciato a recuperare questi preziosi lembi di terra, a curare e reimpiantare i vigneti usando ovviamente le varietà tipiche della zona: Vermentino, Albarola e Bosco, con le quali si produce lo Sciacchetrà.
Fazzoletti di terra, non più di due ettari complessivi nel comune di Riomaggiore e in quello di La Spezia, da coltivare con passione e fatica perché tutte le operazioni colturali sono effettuate a mano, e l'uva è trasportata nelle ceste fino in cima, alla prima strada raggiungibile o, dove è possibile, con la cremagliera.
Dove esistono vengono anche recuperate vecchie strutture in pietra utilizzate per l'appassimento delle uve destinate alla produzione di Sciacchetrà.
Nel 2004 Bonanini può finalmente presentare la prima produzione dell'azienda Possa: 450 bottiglie di vino bianco, Cinque Terre, e 65 di Sciacchetrà, destinate ad acquirenti della zona; nelle vendemmie successive le quantità crescono, sia pure restando su numeri di nicchia, qualche migliaio di bottiglie, e la qualità premia il lavoro di Bonanini, i cui vini «finiscono nelle guide».
Tra i muretti nascono anche agrumi, erbe aromatiche, olivi e si produce il miele, ma l'opera di recupero di Samuele Heydi Bonanini non è finita perché su questi pendii la manutenzione deve essere incessante se si vuole garantire alle piante la terra per crescere.
Se non è eroismo, poco ci manca.

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