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Caluso Passito Sulé 2006

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Caluso Passito Sulé 2006

DOC Erbaluce di Caluso

Orsolani

  • Tipologia Bianco Dolce
  • Regione Piemonte
  • Uvaggio Erbaluce 100%
  • Alcol % Vol14.0%
  • Formato (L)0.375

Con l'acquisto di questo prodotto è possibile raccogliere 2 punti fedeltà (regolamento).


Presentazione

L'Erbaluce di Caluso passito è un vino passito di colore che può andare dal giallo oro all'ambrato, ottenuto esclusivamente con uve Erbaluce.

L’Erbaluce di Caluso è un vitigno autoctono  del Canavese, regione storico-geografica del Piemonte a cui appartiene il comune di Caluso, estesa tra la Serra di Ivrea, il Po, la Stura di Lanzo e le Alpi Graie, ossia il territorio compreso tra Torino e la Valle d'Aosta e, verso est, il Biellese e il Vercellese.

 

Il vitigno è stato introdotto in loco dai romani: probabilmente deriva dal Greco di Fiano. Nelle colline torinesi che guardano la Val d’Aosta, soleggiate e sottoposte ad un buon sbalzo termico tra la notte ed il giorno, ha trovato il suo habitat naturale.

È un vitigno versatile perché può essere vinificato in tre tipologie diverse: bianco secco, spumante e passito.

 

Il suo nome si deve alla favola di Albaluce. La leggenda racconta che un tempo le colline di Caluso erano popolate da ninfe e da Dei. Alba era una di queste Dee ed un giorno, sulla riva del ruscello, incontrò il Sole. Si innamorarono, ma non potevano vedersi mai. La Luna accorse in soccorso degli innamorati infelici, interponendosi sul cammino del Sole: durante l'eclissi il Sole raggiunse nascosto  la Terra per incontrare Alba. Da quell'incontro nacque la ninfa Albaluce.

La bellezza e la grazia di Albaluce erano  tali che tutti gli abitanti del territorio facevano a gara ad offrirle doni ed omaggi.

Un periodo di carestia costrinse gli abitanti a cercare di prosciugare il lago per ricavare nuove terre fertili, ma l'acqua straripò è distrusse i villaggi attorno al lago.

Albaluce ne fu così addolorata che pianse per giorni e notti intere. Le sue lacrime si trasformarono in tralci di vite che produssero uva bianca, che fu chiamata Erbaluce.

 

L'Erbaluce passito fa parte della tradizione del territorio: ogni famiglia nei dintorni di Caluso raccoglieva le uve più belle e le metteva ad appassire nei sulé (i solai) per ricavarne un vino dolce estremamente longevo.

 

Come si fa ora questo passito ?

I grappoli dell'uva Erbaluce vengono sottoposti a un periodo di appassimento in locali arieggiati, le cosiddette "passitaie", dove rimangono, distesi su graticci o appesi per il peduncolo, per circa 5 mesi (l'appassimento dura dalla vendemmia fino a febbraio dell'anno dopo la vendemmia). A marzo inizia la pigiatura. Dal primo giorno di novembre successivo alla vendemmia, devono passare almeno 3 anni prima della commercializzazione, come previsto dal Disciplinare (4 anni per l'Erbaluce di Caluso Passito Riserva).

E' un vino con notevole capacità di invecchiamento: anche oltre i 30 - 40 anni.

 

Il Caluso Passito Sulé 2006 è ottenuto da uve Erbaluce di Caluso in purezza, provenienti da vigneti collinari nel comune di Caluso.

La vendemmia si è tenuta a metà settembre.

La vinificazione è in botti di rovere, a cui segue un affinamento sempre in botte per tre anni, nel corso dei quali le botti vengono ricolmate per evitare fenomeni di forte ossidazione.

Ulteriore affinamento in bottiglia per almeno un anno.

Ottimo con formaggi stagionati e miele, gorgonzola e pasticceria secca.


Passiti: non solo cantuccini e pasta di mandorle, please! A cura di Franco Ziliani


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Note di degustazione

Nel bicchiere è di un bel colore tra l'ambra molto intenso, l'oro antico, rosso, quasi bronzeo.

Al naso si sente una una leggera ossidazione e lo smalto, ma se lasciamo ossigenare un po' il bicchiere, ecco che escono molti profumi: datteri, fichi ed albicocche mature. Moltissima prugna addirittura in versione slivovica. Ecco uscire anche il mallo di noce, la liquirizia e la cannella

In bocca è ancora più interessante, ha un grande slancio ed una splendida persistenza. Sentiamo ancora i frutti, in questo caso in particolare la pera, i fichi e le noci.

Equilibrato e di splendido retrogusto finale.


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