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Vin Santo del Chianti Classico La Chimera 1995

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Vin Santo del Chianti Classico La Chimera 1995

DOC Vin Santo del Chianti Classico

Castello di Monsanto

  • Tipologia Bianco Dolce
  • Regione Toscana
  • Uvaggio Trebbiano 50%, Malvasia del Chianti 50%
  • Alcol % Vol15.5%
  • Formato (L)0.375

Con l'acquisto di questo prodotto è possibile raccogliere 4 punti fedeltà (regolamento).


Presentazione

Il Vin Santo ha origini che si perdono nella notte dei tempi, realizzato da sempre con tecniche tramandate oralmente di padre in figlio, come una preziosa eredità.

E’ un antico vino passito che, per le sue particolari caratteristiche organolettiche, viene consumato in abbinamento al dessert quando ha caratteristiche dolci (celebre in tutto il mondo il binomio con i cantuccini) o, quando si presenta in forma secca, accompagnato a formaggi erborinati e a crostini neri di fegato.

 

Nell'enologia toscana occupa un posto importante e di grande prestigio sin dal Medio Evo.

Sono varie le teorie sull'etimologia del termine.

Una versione senese parla di un frate francescano che durante la Grande Peste del 1348 curava le vittime del morbo con un vino che era comunemente utilizzato dai confratelli per celebrare messa: da ciò si sarebbe diffusa la convinzione che tale vino avesse miracolose proprietà taumaturgiche, attribuendogli l'appellativo di “santo”.

Un'altra versione è quella di origine fiorentina, secondo la quale durante il Concilio di Firenze del 1439, il metropolita greco Giovanni Bessarione proclamò, mentre stava bevendo il vin pretto: "Questo è il vino di Xantos!", forse riferendosi ad un certo vino passito greco di Santorini. I suoi commensali, che avevano confuso la parola "Xantos" con 'santos', credettero che egli avesse scoperto nel vino qualità degne di essere definite "sante". In ogni caso, da quel momento il vin pretto fu chiamato Vin Santo.

Una variante della storia narra che egli abbia usato la parola Xanthos (in greco significa giallo) mentre parlava del vino.

L’ origine meno romantica, ma forse più verosimile, è l'associazione di questo vino con il suo uso comune durante la messa.

 

Tradizionalmente il Vin Santo veniva prodotto facendo appassire su stuoie i migliori grappoli. Quando la percentuale zuccherina raggiungeva tassi soddisfacenti (30%-40%), le uve veniva spremute ed il mosto trasferito in caratelli di legno di capacità compresa tra i 15 e i 100 litri, da cui era stato appena tolto il Vin Santo della produzione precedente.

La feccia della passata produzione era responsabile della buona riuscita del Vin Santo, tanto che veniva chiamata “madre”.

I caratelli venivano sigillati ed il Vin Santo fatto invecchiare un minimo di tre anni.

 

Il Vin Santo del Chianti Classico La Chimera 1995 è composto al 50% di Trebbiano Toscano e al 50% di Malvasia del Chianti.

Dopo la raccolta selezionata le uve vengono appassite su graticci fino alla fine di gennaio .

Dopo la pressatura e l’inizio della fermentazione, il mosto viene posto nei caratelli di rovere da 55 e 110 litri dove matura per un periodo di 12 anni con un susseguirsi di fasi alterne di fermentazione.

Gradazione alcolica del 15,5 %.


Intervista al produttore a cura della Redazione di Top Italian Wine

Passiti: non solo cantuccini e pasta di mandorle, please! A cura di Franco Ziliani

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Note di degustazione

Nel bicchiere si presenta di un color ambra molto scuro, di densa consistenza.

Per essere apprezzato in tutti i suoi profumi, è consigliabile aprirlo con qualche minuto d'anticipo, e magari lasciarlo "respirare" un attimo nel bicchiere: stiamo parlando di un 1995 !

Al naso evidenti sono le note di confettura di fichi, di datteri e miele, credo di tiglio o di castagno. Sentori di smalto, che vanno via via scomparendo con la permanenza nel bicchiere.

E' bevendolo che La Chimera dà il meglio di sè: in bocca è una lenta progressione di goduria, si "assaggiano" la confettura di fichi e i datteri, ma non solo. Ha corpo, struttura potenza ed eleganza, e soprattutto è lunghissimo. Il retrogusto finale e la sua persistenza sembrano non finire mai.


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